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schiaffo (ulteriore) ai compensi dell’avvocato

luglio 26, 2013 in Articoli, General by admin

Salve a tutti, ritengo possa essere utile condividere ciò che mi è successo in relazione ad una procedura esecutiva “stoppata” da Riscossione Sicilia con perdita integrale delle mie competenze. Questi i fatti:
assisto un lavoratore sino al giudizio di rinvio da Cassazione. Il giudice del Rinvio, Cda Caltanissetta, condanna la controparte al pagamento di quattro indennità in favore del lavoratore ed al pagamento delle spese legali liquidate in € 7.500 oltre accessori. Premessa importante: non avevo chiesto la “distrazione” delle spese legali.
Notifico pertanto il precetto, e successivamente, atto di pignoramento presso terzi. Tutto bene. Viene vincolata la somma dal terzo, chiedo l’assegnazione e la ottengo.
Passano le settimane. Non ricevendo riscontro dal terzo pignorato sul pagamento mi informo. Il terzo mi comunica che è in corso la procedura di verifica ex art. 48 bis DPR 602\73 (articolo che prevede: “Le amministrazioni pubbliche e le società a prevalente partecipazione pubblica, prima di effettuare, a qualunque titolo, il pagamento di un importo superiore a diecimila euro, verificano, anche in via telematica, se il beneficiario è inadempiente all’obbligo di versamento derivante dalla notifica di una o più cartelle di pagamento per un ammontare complessivo pari almeno a tale importo e, in caso affermativo, non procedono al pagamento e segnalano la circostanza all’agente della riscossione competente per territorio, ai fini dell’esercizio dell’attività di riscossione delle somme iscritte a ruolo”.
Ebbene vengo a scoprire che il mio assitito ha debiti nei confronti di Riscossione Sicilia per oltre € 500.000. Scatta la richiesta di assegnazione dell’importo vincolato che ammonta a complessivi € 15.167,00 di cui € 4.522 per indennità in favore del lavoratore ed € 7.884,50 , oltre accessori, per competenze legali liquidate in sentenza. SOSTANZIALMENTE CONCORRO CON LA MIA ATTIVITA’ PROFESIONALE AL PAGAMENTO DI DEBITI FISCALI DI TERZI.
Propongo opposizione di terzo ex art. 619 cpc facendo presente che Riscossione ha pignorato, tra l’altro, un credito spettante, in quota parte, ad un terzo estraneo al rapporto sostanziale con il debito ponendo così in essere una esecuzione verso somme che sono estranee al patrimonio del debitore (il mio assistito). Segnalo giurisprudenza: Cass. 09.10.98 n. 10028 e trib Rimini 26.01.1995 conforme a questo principio.
Ebbene con sentenza appena depositata il Giudice ES. mi rigetta l’opposizione con questa motivazioni:
1) l’Avv. opponente, non essendo distrattario delle spese liquidate in sentenza, non ha titolo per opporsi al pignoramento, nemmeno con le forme dell’art. 619;
2) pertanto non può avanzare pretese nei confronti del creditore procedente (riscossione Sicilia);
3) inoltre l’Avv. è privo di titolo esecutivo.
Segue condanna alle spese.

Ciò detto, se non chiediamo la distrazione delle spese, anche i nostri compensi entrano a far parte del patrimonio del nostro assistito e quindi sono aggredibili dai creditori dello stesso. Crozza parla di Paese delle Meraviglie… questa è una delle tante.
Gradito un Vs contributo.

Avv. Fausto Calandra – Palermo
 fausto.calandra at gmail.com

1 risposta a schiaffo (ulteriore) ai compensi dell’avvocato

  1. Condivido con te Collega la battuta sul paese delle meraviglie!
    Noi avvocati dovremmo pretendere che rispetto alle nostre tariffe venissero applicati gli stessi criteri che hanno utilizzato per : 1) il trattamento economico dei dipendenti della Camera e del Senato… Compresi i barbieri e i commessi! 2) i privilegi dei politici… Dei portaborse e d tutti io loro collaboratori! Ecc ecc ecc. Avv. Anna maria giannantonio




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